Eccomi

Blogger: paugirl02
Nome: marta
Chi non da retta a pagliacci e santoni....sono io Non si sacrifica per la nazione....sono io E allora classe operaia e non religione....siamo noi Carico a coppe e liscio denari....sono io Chi scarta il jolly e non donne di cuore....sono io Sulla pelle il sudore ha lo stesso colore....siamo noi

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mercoledì, 29 agosto 2007

riepilogo di vita:
tra nemmeno una settimana comincio la scuola :(

quei stronzi della segreteria non c'hanno nemmeno voluto confermare se era sicuro che iniziasse il 3, hanno detto "mandimao gli avvisi a casa"..- ho capito, ma, visto che ormai ho chiamato potrei sapere?- "no mandiamo gli avvisi".... MA VAFFANCULO SIAMO AL 29 AGOSTO IO NON LO VOGLIO SAPERE IL 2 CHE è IL GIORNO PRIMA COGLIONE DEL CAZZO.

 

tra un po' visto che comincia la scuola ci vedremo di meno, io scuola, studio, bla bla... tu università, corsi, esami, bla bla bla... ma io non ho paura come te... perhcè so che è una banalità

 

il 7 Vasco a cosenza, e tu stai delirando da 2 mesi che non vedi l'ora... ma che ci sei andato a fare a messina se ora è qui?   tu la mattina farai l'esame... e ti andrà bene o  capito???

 

il 12 sarà il tuo compleanno e io mi sto facendo in 4 per poter farti sorridere, vabbeh, di sorridere sorridi tutti i giorni.. ma quel giorno voglio di più

 

pooooi, io ragazzi e ragazze... si io, mi sono innamorata di un telefonino... non chiedetemi perchè... so solo k mi piace troppo troppo... ma dovrò faticare per comprarlo... spero che prima di natale ci riesca... doh!

com è bello

uffy... beh buona a giornata a tutti belli brutti e corrotti... un bacio!!

Postato da: paugirl02 a 11:44 | link | commenti (15)

giovedì, 09 agosto 2007

Simon Beckett dopo aver fatto il percussionista in gruppo rock, frequenta un Master in Letteratura inglese e insegna in Spagna. Tornato in patria, dal 1992 scrive come editorialista e giornalista freelance su “The Times”, “The Independent on Sunday Review”, “The Daily Telegraph”, “The Observer” e altri importanti quotidiani e periodici inglesi. Memorabili le sue inchieste in prima linea durante i raid antidroga della polizia, nel sordido mondo dei bordelli o tra i segreti del Centro ricerche di Antropologia forense in Tennessee. Come romanziere ha pubblicato Fine Lines (1994), Animals (1995, vincitore del premio Marlowe della Chandler Society come Best international crime novel), Where There’s Smoke (1997), e Owning Jacob (1998). Simon Beckett oggi è sposato e vive a Sheffield, La chimica della morte (2005) e Scritto nelle ossa (2007).

   

DOPO APPENA TRENTA SECONDI VI VERRÀ LA PELLE D'OCA.
DOPO UN MINUTO AVRETE IL CUORE IN GOLA. DOPO L'ULTIMA PAGINA,
RINGRAZIETE DIO CHE È SOLTANTO UN ROMANZO.
 

1

Il corpo umano inizia a decomporsi quattro minuti dopo la morte. Quello che è stato l’involucro della vita subisce adesso la metamorfosi finale. Comincia a digerire se stesso. Le cellule si decompongono a partire dall’interno.
I tessuti si trasformano in liquidi, quindi in gas. Non
più animato, il corpo diventa un banchetto immobile per altri organismi. Prima i batteri, poi gli insetti. Mosche. Le uova vengono deposte e, poco dopo si schiudono. Le larve si alimentano di quel brodo ricco e nutriente, avanti di emigrare. Abbandonano il corpo in buon ordine, incolonnandosi in un corteo disciplinato, invariabilmente diretto a sud. A volte a sud-est o a sud-ovest – mai a nord, comunque. Nessuno sa per quale motivo.

A questo punto, le proteine dei muscoli si sono ormai disgregate, producendo una potente miscela chimica.
Letale per la vegetazione, quel composto uccide l’erba man mano che le larve strisciano su di essa, come un mortifero cordone ombelicale che si allunga nella direzione da cui sono venute. Nelle condizioni ideali – vale a dire, calde e secche, e senza pioggia – si può estendere per alcuni metri, originando una processione danzante di grassi vermi gialli. È uno spettacolo davvero inusuale e, per le persone curiose, cosa c’è di più naturale e affascinante che seguire il fenomeno sino alla sua origine? E fu proprio così che i fratelli Yates trovarono quel che rimaneva di Sally Palmer.

Neil e Sam si imbatterono nella colonna di vermi nei pressi di Farnham Wood, nel punto in cui il bosco confina con la palude. Era la seconda settimana di luglio, e sembrava che quell’estate anomala durasse già da un’eternità.
L’ininterrotta canicola aveva prosciugato i colori degli alberi e si era accanita sul suolo fino a renderlo compatto come un osso. I ragazzi erano diretti a Willow Hole, uno stagno circondato da un canneto che fungeva da piscina per gli abitanti della zona. Lì si sarebbero incontrati con alcuni amici, e avrebbero passato il pomeriggio domenicale tuffandosi nella tiepida acqua verde da un albero che si protendeva sulla pozza. Almeno così credevano.

Mi sembrava di vederli annoiati e indolenti, intontiti dal caldo, insofferenti. Neil, che con i suoi undici anni – tre più del fratello – cammina davanti a Sam, quasi volesse dimostrargli la propria impazienza. Impugna un bastone, con il quale colpisce i fusti e i rami cui passa accanto. Sam arranca dietro di lui e, di tanto in tanto, tira su con il naso.
Non per un raffreddore estivo, bensì per la febbre da fieno che gli arrossa anche gli occhi. Un blando antistaminico gli farebbe bene – ma ancora non lo sa. D’estate, si ritrova sempre alle prese con il naso che cola. È l’ombra del fratello maggiore, e cammina a testa bassa, ecco perché è lui, e non Neil, a notare la processione di vermi.

Si ferma a esaminarla prima di gridare al fratello di tornare indietro. Neil si dimostra restio ma, a quanto pare, Sam ha davvero scoperto qualcosa. Cerca di ostentare indifferenza, benché l’ondeggiante processione di larve stuzzichi tremendamente la sua curiosità. Entrambi si chinano sui vermi, scostandosi i capelli scuri dai volti somiglianti e arricciando il naso per l’odore d’ammoniaca. E sebbene in seguito nessuno dei due sarebbe riuscito a ricordare a chi fosse venuta l’idea di scoprire da dove arrivasse quel corteo, secondo me la decisione fu di Neil.
Dopo aver mancato di notare i vermi, doveva essere ansioso di riaffermare la propria autorità. E così è il fratello più anziano a fare il primo passo, dirigendosi verso i ciuffi giallognoli d’erba palustre da cui provengono le larve, lasciando a Sam soltanto la scelta di seguirlo.

Avvicinandosi percepirono il fetore? Probabile. Doveva essere abbastanza forte da penetrare persino nelle narici occluse di Sam. E verosimilmente capirono anche di cosa si trattava: non erano ragazzini di città e avevano dimestichezza con il ciclo della vita e della morte. Pure le mosche – il cui sonnacchioso ronzio sembrava riempire la calura – dovettero allertarli. Ma il corpo che scoprirono non era – come si aspettavano – quello di una pecora o di un daino, oppure di un cane. Nuda, e tuttavia irriconoscibile nella luce del sole, Sally Palmer brulicava di un’attività frenetica, di un’infestazione formicolante che ribolliva sotto la pelle e si riversava fuori dalla bocca e dal naso, oltre che da altri orifizi del corpo, assai meno familiari ai due fratelli. I vermi che traboccavano dal cadavere si riunivano sul terreno, prima di strisciare via lungo quella scia che adesso si allungava alle spalle dei fratelli Yates. Non credo che abbia molta importanza stabilire chi sia scattato per primo, tuttavia penso che sia stato Neil.
Come al solito, Sam deve aver seguito l’esempio del fratello maggiore, cercando di mantenere il ritmo di una corsa che li condusse prima a casa, e poi al posto di polizia. E infine da me.

Oltre a un blando sedativo, diedi a Sam un antistaminico per alleviare i sintomi del raffreddore da fieno. A quel punto, però non era l’unico ad avere gli occhi rossi. Anche Neil appariva profondamente scosso dalla scoperta del cadavere di Sally Palmer, benché mostrasse di aver già cominciato a recuperare la giovanile padronanza di sé.
Quindi fu lui, e non Sam, a raccontarmi l’accaduto, iniziando a stemperare la crudezza del ricordo in una forma più tollerabile, in una storia da narrare e rinarrare. E, più tardi, quando i tragici eventi di quell’estate eccezionalmente calda ebbero seguito il proprio corso, Neil avrebbe continuato a raccontare i particolari della vicenda per anni, giacché la sua scoperta poteva essere considerata l’inizio di tutto.

In realtà, non era così. Semplicemente, fino ad allora, non ci eravamo mai resi conto di ciò che si nascondeva in mezzo a noi.

non ho messo la trama... credo che basti il primo capitolo ad incuriosire e stuzzicare la mente dei lettori... a me non è venuta nè pelle d'oca e nè il mio cuore scalpitava per la paura... ma posso dirvi solo che ho divorato il libro in 24 ore... ho staccato alle 5 di mattina ancora affamata... qualche mese fa è uscito Scritto Nelle Ossa...

to be continued

Postato da: paugirl02 a 20:13 | link | commenti (16)

mercoledì, 01 agosto 2007

non ho mai postato qualcosa di mio su questo blog... è arrivato il momento... anche perchè mi son detta "perchè no?"

eccola qui... è un po' brutta... non è un mio disegno... cioè... l'ho fatto io... ma è tratta da dylan dog... come si può vedere io disegno ovunque, infatti questa è disegnata su un'agenda...

ciauz... e alla prossima...

Postato da: paugirl02 a 15:37 | link | commenti (11)